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1 - Il bianco e nero è una tua scelta artistica precisa. Perché? Cosa ti spinge ad ignorare quasi il colore?

Innanzitutto complimenti per le domande molto attente e pertinenti al mio modo di interpretare il tatuaggio! Credo che il tatuaggio rispecchi molto la personalità di un artista e che fondamentalmente ogni tatuatore sia spontaneamente portato ad influenzare, anche inconsciamente le idee di un cliente. Personalmente ho un passato molto segnato da brutti ricordi, e disavventure legate al prematuro abbandono del tetto familiare, un'esperienza che mi ha fatto scoprire in fretta un mondo crudo e tenebroso, fatto di viaggi solitari in cerca di fortuna. Questo credo che sia alla base della mia personale interpretazione "in bianco e nero" della vita, visione che a seguito di un ennesimo incidente in moto, accaduto 2 anni fà, ha influenzato definitivamente il mio modo di tatuare spingendomi spesso a prediligere immagini forti e oscure, con visioni , fantasy e astratte molto ricorrenti nei miei pezzi improvvisati a mano libera.

2 - Nei tuoi ritratti ricorrono spesso soggetti religiosi. Frutto esclusivamente delle richieste dei clienti o anche di una tua proposta personale?

Il tema religioso credo sia per tutti un modo di vedere una continuazione della vita per sperare in un mondo migliore. Il rischio di perdere la vita influenza molto un individuo...molti miei clienti mi raccontano episodi di esperienze cruciali, dalle quali ne sono usciti vivi grazie alla loro fede, e da un pò di tempo a questa parte lo credo anche io.
Credere in un entità superiore è una fonte di energia, spesso può essere l'unico sollievo in un momento di grande sofferenza. Vivo con attenzione questi temi, ciò mi spinge a voler esprimere in modo attento e dettagliato, qualunque esperienza artistica ritragga immagini che fanno pensare alla religiosità e alla fede.


3 - Il dark-fantasy sembra essere il tuo mondo visivo preferito, vero? Quali sono le tue fonti d'ispirazione in questo campo?

E' vero. Credo che i soggetti in stile dark con parti indefinite o fantasy lascino molto spazio all'immaginazione di un osservatore, e allo stesso tempo non lasciano indifferenti nessuno. Sono sempre immagini cariche di oscurità, sono quindi perfettamente a mio agio nelle invenzioni improvvisate di questi soggetti. Credo che non siano un genere troppo diffuso, soprattutto dalle mie parti...dove basta poco per suscitare meraviglia, figuriamoci con un teschio macabro tatuato sull'avambraccio! Credo non sia facile proporre uno stile di questo tipo, e trovare clientela vicino casa, disposta a fare pazzie per un tatuaggio di questo genere, nonostante tutto sono convinto che sia questa la mia materia preferita e quella che in questo momento mi interessa affinare e prediligere artisticamente.

4 - Quali sono i tuoi soggetti preferiti da tatuare? Perché?

Mi piacciono molto le anatomie, i ritratti, gli animali e i soggetti reali in genere, in quanto hanno un immediato impatto visivo e un veloce richiamo della raltà che ben conosciamo, pertanto di immediata valutazione tecnica, prediligo uno stile che io definisco biorganico, con parti appuntite e aggressive che emergono dalla pelle, che sono sempre molto toccanti e pungenti e naturalmente teschi con scorci indefiniti e abbinati ad altre creature immaginarie, in quanto rappresentano al meglio la mia concezione della vita.

5 - E' vero che hai un passato musicale? Sei ancora attivo come musicista?

La musica metal e il trash sono fanno da sottofondo a tutte le mie giornate. Adoro i Sepultura i Soulfly i Metallica i Guns gli AC/DC Fin da piccolo, per carattere, ho avuto voglia di urlare e farmi ascoltare a tutti i costi, e la musica mi sembrava il veicolo giusto...ho cantato in varie band ma solo in piccole rassegne musicali, poi l'amicizia con Danilo, attuale batterista dei negramaro, ci portò a fondere un gruppo
che ricordo con nostalgia e che fù l'ultima esperienza importante prima dell'università. Quando nel 94 mi avventurai negli studi, vivevo a Lecce lontano dal gruppo e pian piano fu il mondo del tatuaggio ad assorbire completamente il mio interesse.

6 - Quali difficoltà hai incontrato all'inizio della tua attività di tatuatore?

Credo che tutti i tatuatori del sud italia, in particolare i colleghi delle mie zone ed io, siamo geograficamente penalizzati in quanto la mentalità e il modo di concepire il tatuaggio come arte, è ancora una dote per pochi eletti. La massa si lascia ancora condurre da facili giudizi e i gusti artistici della maggioranza sembrano non voler abbandonare la scelta dei soliti soggetti ormai troppo ricorrenti e privi di personalità.
Questa è una delle motivazioni che mi ha spinto a creare, in un terreno arido, una tattoo convention rispettabile, che sta contribuendo ad aprire la mentalità della gente e sta migliorando le aspettative artistiche e il senso estetico degli appassionati di tatuaggi nel salento.

7 - Sei notoriamente in prima linea nella battaglia contro l'abusivismo in questa professione: secondo te quanto "pesa" nel settore? Cosa dovrebbero fare le istituzioni per regolamentare l'attività di tatuatore?

Credo che l'abusivismo sia un problema di tutti i settori. Tutti siamo stati abusivi prima di regolarizzarci, ma è anche vero che prima non c'era molta informazione, e non vi erano nè corsi specifici nè direttive che permettevano di praticare questa professione nel rispetto delle regole.
Personalmente ritengo che i tempi siano cambiati. Un tatuatore abusivo non solo evade le tasse, ma mette a rischio la propria incolumità, quella dei suoi clienti e l'immagine della nostra professione stessa. I corsi esistono da tempo in diverse regioni, e credo siano di fondamentale importanza in quanto impartiscono nozioni basilari e approfondite su problemi che un tatuatore, sprovvisto di formazione, neanche contempla. So che numerose associazioni valide si stanno occupando del problema, ognuna nel suo piccolo, ma nessuna associazione può purtroppo varare leggi per regolamentare la categoria. Le istituzioni vedono il problema forse in una ottica diversa, e pertanto sembrano sottovalutare i pericoli quotidiani legati alla nostra professione.
Praticare in modo abusivo mette a rischio il cliente e il tatuatore che, per non pagare le tasse, e per evitare di scegliere con convinzione questo percorso, danneggia tutti i professionisti seri, vanificando anche gli sforzi e i traguardi raggiunti dai nostri predecessori, che hanno lavorato per affermare l'arte del tatuaggio come professione, allontanando la vecchia concezione del tatuatore on the road che si cimenta senza criteri. Credo che la soluzione spetti a chi di competenza, quindi al Governo Italiano. Basterebbe una legge che sancisca l'obbligo dei corsi a livello nazionale e delegare alle asl regionali la formazione degli aspiranti professionisti, con dei prezzi accessibili a tutti per bloccare gli speculatori e le aziende in franchising che vendono corsi e tatuaggi come se fossero noccioline.

8 - Come ti poni nei confronti di clienti che ti chiedono piercing o tattoos particolarmente vistosi e invasivi? Secondo te, esiste ancora un'etica del tatuaggio che sappia rinunciare al business?

Il modo di relazionarsi aille persone è sempre decisivo. Bisogna lasciare da parte le proprie esigenze e cercare di capire quali sono le richieste di un cliente anche se spesso è indeciso o confuso. Spesso la clientela esordisce con richieste particolari come appunto, tatuaggi bizzarri, o in zone fortemente visibili, o tatuaggi eccessivamente piccoli... Personalmente mi prefiggo ogni volta di parlare almeno una mezz'ora con ogni cliente realmente interessato a farsi tatuare, a volte anche di argomenti non inerenti ai tatuaggi. Mi interessa capire le motivazioni profonde e reali che lo spingono a venire nel mio studio e che lo inducono a desiderare un tatuaggio o un piercing vistoso o nascosto che sia. Quasi sempre, dopo avere dialogato solo 10 minuti, si può creare un intesa che porta entrambi ad un punto di incontro, a volte molto diverso dal punto di partenza, e che spesso smonta i meno convinti dalle esuberanti richieste iniziali. Dal mio punto di vista è meglio rinunciare ad un appuntamento quando, col cliente, non si instaura un feeling sufficente a realizzare un tatuaggio del massimo livello che si può offrire.

9 - Quali sono i tatuatori che ammiri di più a livello mondiale?

Non c'è un artista che ammiro in modo particolare ormai. Il mondo è pieno di grandissimi nomi e riferirsi a qualcuno in particolare è riduttivo. Ultimamente mi sono fatto tatuare un teschio sull'avambraccio da Lenu che ritengo un ottimo rappresentante dello stile dark e che è soprattutto un ottima persona, mi piace molto anche Victor Portugal impeccabile in ogni soggetto, Bob Tyrrell sempre intento a cercare la perfezione..stimo moltissimo gli amici del XXX TATTOO di Lucerna in particlare Rob che è una artista raffinato e dotato di grande umiltà, e poi Mick di Zurigo, Shige, mi pacciono tutti i grandi artisti che come me, stanno dando la vita a questa causa rimanendo coi piedi per terra, con i quali ci si può relazionare senza problemi in un mondo comune, senza le manie di grandezza che ormai troppo spesso, caratterizzano qualcuno...

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