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TRUCCO PERMANENTE - SOPRACCIGLIA - CONTORNO LABBRA
Trucco perfetto, dalla mattina alla sera, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Il trucco permanente costituisce una soluzione per chi desidera apparire al meglio in ogni occasione. Un make up personalizzato che non solo valorizza i tratti, ma che corregge anche alcune imperfezioni di viso e corpo.

Sempre più donne ricorrono al trucco permanente per un'esigenza di estetica mista a praticità. Essere sempre curate, anche appena alzate dal letto, poter andare tranquillamente in palestra o in piscina senza che sudore o acqua rovinino il make-up, non dover più fare lunghe soste davanti allo specchio, confidando che la propria mano tracci dei segni precisi: questi sono solo alcuni dei motivi per cui questa concezione di trucco attrae sia le ragazze sia le donne più in là con gli anni.

Il trucco permanente non é solamente un trucco "decorativo". In molti casi viene praticato per correggere o nascondere alcuni inestetismi come sopracciglia rade, labbra sottili, irregolarità ed asimmetrie, diradamento dei capelli, cicatrici e smagliature.

    

 

ATTENZIONE: I CENTRI ESTETICI NON POSSONO EFFETTUARE PROCEDURE DI TRUCCO PERMANENTE O SEMI PERMANENTE NE' TATUAGGI O PIERCING

Articolo dal "Corriere della Sera"

Si chiama "trucco permanente" ed è un sistema di iniezioni sottopelle, simile a quello dei tatuaggi, utilizzato per ridefinire i contorni delle labbra, delle palpebre o delle sopracciglia. E' una forma di "make up" sempre più diffusa, a prova di nuotate e lacrimazioni, proposto per donne che devono essere "sempre a posto" ma con poco tempo da dedicare allo specchio. Un sistema che, però, può presentare alcune controindicazioni, anche serie.

Tanto per cominciare - commenta Lidia Sautebin, docente di farmacovigilanza dell’Università Federico II di Napoli - il trucco permanente viene considerato un trattamento estetico, da salone di bellezza, ma in realtà è un intervento invasivo che si effettua innanzitutto per risolvere problemi di pigmentazione alterata della cute o per scurire piccole aree del cuoio capelluto in caso di lieve alopecia. E in questi casi gli interventi vengono effettuati da medici in ambulatori asettici e non in istituti di bellezza». Anche se esiste una normativa, del ’98, che regolamenta l'esecuzione di piercing e tatuaggi e regole di prudenza che riducono i rischi, la prudenza non è mai troppa. «Vale la pena rischiare reazioni allergiche, infiammazioni o infezioni per avere un aspetto "migliore"? - si chiede, e ci chiede, la dottoressa Sautebin. «Per di più la moda del trucco permanente ha fatto molti proseliti soprattutto tra le ragazze che, più ancora delle donne adulte, sottovalutano i rischi della micropigmentazione cutanea, legati soprattutto alle sostanze contenute negli inchiostri».

Pigmenti
Nonostante la diffusione di questi inchiostri, per ora solo la FDA (l’ente di controllo americano sui farmaci) si è infatti occupata, lo scorso anno, della loro sicurezza d'impiego e tossicità. Queste le conclusioni della FDA: fra tutti i pigmenti approvati per uso cosmetico, nessuno aveva l'autorizzazione per essere iniettato nella pelle. «Non solo: è addirittura risultato che alcuni di questi prodotti sono normalmente impiegati nelle vernici per auto o come inchiostri per le stampanti - aggiunge la professoressa Sautebin -. E già il 2 luglio del 2004, la FDA con un comunicato ha avvertito i consumatori circa le possibili reazioni avverse da trucco permanente e ha deciso di togliere dal mercato 5 tipi di inchiostro». L'elenco dei pigmenti tossici è ora reperibile sul sito internet: http://www.csfan.fda.gov. I rischi insiti nei prodotti da tatuaggio, e quindi anche da trucco permanente, sono confermati anche da uno studio della Northern Arizona University pubblicato sulla prestigiosa rivista "Nature" nell’aprile di quest’anno. «Non solo ogni marca di inchiostro contiene ingredienti completamente differenti, - si afferma nella ricerca - ma alcuni hanno livelli di piombo e litio che superano ogni tolleranza». «In Italia c'è ancora molta resistenza nei confronti della vigilanza sui cosmetici, considerati dalla maggioranza dei medici e dei farmacisti una sorta di "innocuo passatempo" - chiarisce Lidia Sautebin -. Ciò non toglie che anche noi, come in Svezia e in Francia, possiamo contare su una legge (D. L. N. 126 del 24 aprile 1997) centrata proprio sulla sicurezza del prodotto, che ne regolamenta tutti i processi di sperimentazione e pure i controlli finali post marketing, cioè dopo che il prodotto è stato immesso sul mercato. Peccato che non siano mai state avviate le procedure per render questa "cosmeticovigilanza" operativa».

 

REAZIONI AVVERSE Queste le più comuni reazioni avverse ai pigmenti utilizzati per uso cosmetico, secondo la documentazione raccolta dalla FDA americana.
Infezioni: provocate da strumenti non sterilizzati che possono causare la trasmissione di infezioni come l'epatite. Per evitare rischi di contagio durante le donazioni di sangue, l'Associazione americana della Banca del Sangue ha imposto di fare passare un anno dall'ultimo intervento di micropigmentazione.
Reazioni allergiche: sono rare ma difficili da trattare, in quanto i pigmenti iniettati sottopelle non possono essere rimossi facilmente. La reazione allergica può essere sia locale, sia sistemica e cioè coinvolgere l'intero organismo (shock anafilattico).
Formazione di granulomi:è una risposta infiammatoria locale cronica, caratterizzata dall'accumulo e dalla proliferazione di leucociti intorno ai pigmenti del trucco considerati "estranei" dall'organismo.
Formazione di cheloidi:è la proliferazione abnorme di tessuti cicatriziali provocata dal trauma subito dalla pelle.
Formazione di vesciche, screpolature e bruciature a livello di occhi e labbra
Deturpazioni:sono stati segnalati casi di deturpazioni permanenti alle labbra, con conseguenti difficoltà nel parlare e nel mangiare.

 
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